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La guerra degli allocchi

perchè il governo americano vuole ucciderne mezzo milione?

di Marco Mastrorilli

NATURA E CONSERVAZIONE

24/12/2023

La guerra degli allocchi
perchè il governo americano vuole
ucciderne mezzo milione?

Marco Mastrorilli

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Una lunga storia

Viviamo in un mondo nel quale la globalizzazione e il riscaldamento climatico hanno determinato incredibili adattamenti e autentiche invasioni di animali alloctoni. In questi nuovi scenari, è frequente sentir parlare di contenimento della specie, di abbattimenti e di eradicazione. La storia che sto per raccontarvi, tuttavia, è davvero diversa perché riguarda una competizione tra due specie autoctone, e vede coinvolti i rapaci notturni.

Negli Stati Uniti, persiste una situazione sotto osservazione da decenni, ma che nelle ultime settimane è deflagrata con un potenziale provvedimento legislativo che potrebbe portare all’abbattimento di quasi mezzo milione di allocchi barrati (Strix varia), nei prossimi trent’anni. Si tratterebbe di un tentativo di salvare la popolazione di allocchi maculati americani (Strix occidentalis) in forte decremento, che soffrono la convivenza con gli allocchi barrati. Gli studi lasciano dedurre che l'allocco maculato sia avviato verso l’estinzione. 

Il programma di contenimento degli allocchi barrati andrebbe a definirsi principalmente in tre stati: Oregon, California e nello stato di Washington. Il piano prevederebbe una riduzione annuale di 13.397 allocchi barrati all’anno nel primo decennio, 16.303 individui all’anno nel secondo decennio e 17.390 all’anno nel terzo decennio. 

Le popolazioni nelle aree di studio in tutto l’areale dell’allocco maculato sono diminuite dal 35% a oltre l’80% negli ultimi due decenni e questo preoccupa molto i naturalisti americani. 

Il problema della potenziale estinzione dell’ Allocco maculato americano è legato in parte alla competizione con gli allocchi barrati, ma saremmo miopi a dimenticarci del ruolo degli incendi e della deforestazione continua delle aree forestali degli Stati Uniti occidentali. Per non parlare della guerra dei taglialegna, che hanno scelto come specie target della loro battaglia contro gli ambientalisti proprio gli allocchi maculati americani. Negli anni, si sono sviluppate faide davvero intense nelle comunità degli stati interessati. Ma andiamo per gradi.

Prima di addentrarci ad analizzare il problema, è giusto presentarvi le due specie di allocco protagoniste di questa competizione che stanno determinando trend demografici opposti.

L'allocco barrato

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Allocco barrato (Strix varia). Potremmo indicarlo come l’allocco "cattivo", ma, come vedremo, alcune situazioni sono generate da problemi più ampi che analizzeremo in profondità in seguito

Descrizione

L'allocco barrato è uno strigide medio grande, ha una testa grossa e tondeggiante. Gli occhi scuri e il becco giallo, non presenta ciuffi auricolari. Il disco facciale è grigio-marrone, il piumaggio marrone grigiastro; la parte superiore presenta striature e chiazze bianche sulle ali mentre la parte inferiore è più chiara e il petto fittamente barrato in alto con striature meno marcate in basso. Le penne remiganti sono intensamente barrate.

Dimensioni

lunghezza 48-56 cm

peso 500-1.070 g

apertura alare 107-113 cm

la femmina è più grande del maschio

Dieta

La sua dieta è molto plastica si dedica sovente alla cattura di piccoli roditori, soprattutto arvicole (Microtus pennsylvanicus), ma anche mammiferi più grandi, come opossum e donnole. E’ un ottimo ornitofago, ovvero cattura uccelli, ad esempio ghiandaie e piccioni, avvicinandosi in volo e riuscendo a ghermirli mentre sono posati, ma a volte cadono fra le sue grinfie anche Strigidi più piccoli, come l’assiolo americano orientale (Megascops asio) e il gufo comune (Asio otus).

Popolazione

Si stima una popolazione di oltre 700.000 individui, non è una specie a rischio. La sua recente espansione nel nord-ovest americano viene considerata una minaccia per le popolazioni di assiolo americano occidentale e del raro allocco maculato.

Distribuzione

Area orientale dell’America del Nord, dal Canada alla Florida e fino al Messico meridionale; in aumento nel nordovest degli Stati Uniti dove sta creando i problemi di convivenza con gli allocchi maculati. Le popolazioni settentrionali talvolta migrano verso sud. 

Mappa distribuzione Allocco barrato .png

L'allocco maculato

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Allocco maculato (Strix occidentalis), si tratta dell’allocco che rischia l’estinzione e che potrebbe dare il via a questi provvedimenti legislativi del Governo americano per  uccidere mezzo milione di allocchi barrati nei prossimi tre decenni. (iStock)

Descrizione

È una specie robusta, di taglia media simile o lievemente più piccola in media rispetto all’allocco barrato. La testa tondeggiante senza ciuffi auricolari e la coda piuttosto lunga; marrone scuro con ocelli bianco crema nella parte superiore, simili a quelli della nostra civetta (Athene noctua). La parte inferiore sfuma dal marrone al biancastro barrato sulla parte alta del petto, con chiazze bianche più in basso. La coda e le penne remiganti sono marcatamente barrate. Gli occhi scuri in un disco facciale marrone chiaro ma con un bordo scuro evidente.

Dimensioni

lunghezza 43 cm

peso 600 g

apertura alare 114 cm

la femmina è più grande del maschio

Dieta

Il suo spettro alimentare include roditori, scoiattoli volanti, marmotte, conigli selvatici e altri piccoli mammiferi, ma anche uccelli, a volte in volo, serpenti, grilli, scarabei e falene. Tuttavia quando deve convivere con l’allocco barrato essendo meno aggressivo fatica a tenere sotto controllo i suoi territori di caccia.

Popolazione

Con una popolazione stimata in meno di 10.000 esemplari distribuiti  su una vasta area dal Canada al Messico la specie è considerata in forte declino e si sta valutando se considerarla a rischio estinzione. Il tasso riproduttivo di questa specie è inferiore rispetto all’allocco barrato e unito ai problemi di convivenza può diventare un altro elemento preoccupante in ottica di conservazione di questo Strigide. La mortalità fra i giovani è molto alta.

Distribuzione

E’ distribuito sulla costa del Pacifico nordamericano, dal sudovest della Columbia Britannica attraverso lo stato di Washington e l’Oregon fino alla California del sud. E’ presente sulle Montagne Rocciose, da Utah e Colorado e sino al Messico centrale ma con popolazioni numericamente localizzate e talvolta isolate.

Mappa Allocco maculato .png

La guerra degli allocchi 

Ed ora entriamo nel cuore della questione. Il Fish and Wildlife Service degli Stati Uniti propone di “arruolare” alcuni tiratori per uccidere circa 500.000 allocchi barrati nei prossimi 30 anni nel Pacifico nordoccidentale, per preservare la popolazione di allocco maculato settentrionale, che come abbiamo detto è in declino marcato e si avvia verso l’estinzione. 

I gufi barrati sono originari della costa orientale, ma dagli anni '50 hanno ampliato il loro areale nel nord-ovest in modo sempre più massiccio, rappresentando un pericolo per gli allocchi maculati che ne patiscono la competizione spaziale.  In sostanza, gli allocchi barrati presenti sul versante orientale degli Stati Uniti hanno progressivamente ampliato la loro distribuzione anche ad ovest andando progressivamente a creare quelle che i naturalisti definiscono una situazione di simpatria con l’allocco maculato. Per via degli spettri alimentari molto più generalisti dell'allocco barrato, le dimensioni maggiori ed una forte aggressività , il “cugino” allocco maculato ha cominciato un declino evidente. Per darvi un’idea delle differenze nelle esigenze ecologiche, e della plasticità dell'allocco ''invasore'', in un territorio di allocco maculato possono coesistere per estensione ben 4 territori di allocco barrato.

Il drammatico calo degli allocchi maculati tuttavia non è un problema legato solo a questa competizione interspecifica. Negli Stati Uniti questi allocchi sono “chiacchierati” ed oggetto di discussione dagli anni ’80, quando il fenomeno dello sfruttamento forestale e del taglio dei boschi generò i primi passi di questo declino. In questi ultimi anni si sono aggiunti anche gli incendi, che amplificano e accelerano la perdita di areale.

Nel 1992 fu addirittura il Presidente degli Stati Uniti George Bush a dichiarare pubblicamente che la rarefazione degli allocchi andava considerata con una chiave di lettura più ampia, tenendo presente le difficoltà economiche delle comunità di taglialegna se si fosse intervenuti bloccando il taglio delle foreste. Quel momento segnò la trasformazione di questo problema ecologico in caso politico

Le comunità ambientaliste che si battono per frenare il disboscamento fanno sentire la loro voce da almeno vent’anni. In certe zone è in atto una vera e propria guerra tra ambientalisti e boscaioli.  Contrasti sociali sfociati in proteste, atti di vandalismo e azioni violente da parte delle comunità dei boscaioli, che vedono questa situazione come un’ingerenza sulle loro problematiche. 

Come spesso accade, il conflitto tra queste due specie è il risultato delle modifiche che noi esseri umani abbiamo apportato all'ambiente, favorendo l’espansione dell’allocco barrato verso ovest. Il suo raggio d’azione è mutato passando dalle foreste orientali attraverso le grandi pianure e le foreste boreali per raggiungere il Pacifico nordoccidentale. I drastici cambiamenti avvenuti nelle grandi pianure per mano dell'uomo, come piantumazioni di alberi e boschi, hanno creato artificialmente corridoi naturali che hanno favorito l'espansione di una specie così eclettica. 

foto dello stickers  Sava il boscaiolo uccidi mangia il gufo! .jpeg

“Salva un boscaiolo, mangia un allocco”. Fino a pochi anni fa non era raro vedere adesivi con questo slogan sulle auto americane.

Soluzioni alternative

Robin Brown, biologo del Fish and Wildlife Service che si occupa di questo problema spiega:

- Esistono due approcci non cruenti per ridurre la popolazione di una specie selvatica. Uno di questi è la sterilizzazione, e l'altro, al di fuori della rimozione letale, sarebbe la rimozione non letale. La sterilizzazione può funzionare con alcune specie, ma richiede la cattura degli animali, la sterilizzazione e poi solitamente il rilascio in natura. - aggiunge Brown Come si può immaginare non è affatto semplice catturare e sterilizzare sistematicamente popolazioni elusive e diffuse su ampi territori forestali. -

Come spiega Brown, l'alternativa alla sterilizzazione è la rimozione non letale, che consisterebbe nella cattura degli uccelli, ingabbiandoli per il resto della loro vita.

- Ora, non vogliamo liberare questi allocchi in altre parti dell'ovest e diffondere l'impatto di questo predatore non nativo ad altre specie autoctone perché, come ho detto, predano un gran numero di specie. Anche questa ipotesi comunque non sarebbe di semplice applicazione e utopica come la precedente. A questo punto appare chiaro che l’abbattimento possa risultare una soluzione applicabile, forse l’unica. - conclude Brown.

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Le foreste del pacifico nordoccidentale, uno degli habitat in cui sono distribuiti maggiormente gli allocchi maculati (iStock)

Gli studi pluriennali condotti su questi predatori sono davvero importanti, precisi e numerosi ed hanno dimostrato in modo inequivocabile che il declino dell’allocco maculato è eclatante e pare inarrestabile se non si deciderà di intervenire in modo deciso. 

Nel 2020, è stato pubblicato uno studio che ha mostrato che, in una situazione sperimentale, praticando l’abbattimento selettivo degli allocchi barrati in alcune aree limitate, si è riusciti a contenere il declino degli allocchi maculati stabilizzando le popolazioni di quest’ultimi. Viceversa, dove questa operazione di abbattimento non era stata condotta si è registrato un calo del 12% annuo degli allocchi maculati. Una situazione davvero preoccupante che induce ad agire rapidamente. 

Le prove di cattura e spostamento degli allocchi barrati non hanno prodotto effetti benefici poiché gli animali spostati tendenzialmente sono stati sostituiti da altri individui.

Un altro grave problema si lega invece ad alcuni parassiti e patologie che sono stati trasmessi dagli allocchi barrati verso le specie di Strigidi che popolano le aree occidentali.

Insomma, al problema di convivenza e di deforestazione se ne aggiunge uno di carattere veterinario. 

I rischi dell'abbattimento

Gli Stati Uniti hanno una legislazione con alcune macroscopiche differenze in base agli stati e alle contee, un po' come accade da noi in province e regioni rispetto alle leggi nazionali e alle normative europee. Non dimentichiamoci che parliamo degli Stati Uniti d’America, un’area grande come l’intero continente europeo. 

Intanto questa decisione è stata messa in discussione a livello popolare, trattandosi di una situazione particolare è stato aperto un dibattito pubblico e si sta discutendo non tanto sulla necessità di intervenire, che appare evidente, quanto sulla modalità. 

Una modalità che sembra al momento più probabile, è quella di istituire un corso specializzato per il rilascio di una speciale autorizzazione per abbattere gli allocchi barrati, è evidente infatti che esista un altro grande rischio.  

Chi andrà a sparare potrebbe fare confusione e abbattere l’allocco sbagliato. Immaginate un cacciatore o una persona dotata di fucile che entra in un bosco, magari in condizioni di semioscurità, a cercare un allocco barrato. La possibilità di errore è molto alta. 

Anche a livello legislativo la situazione è intricata e di non facile soluzione; infatti se da un lato a livello legislativo il governo deve intervenire perché una legge nazionale impone qualsiasi azione possibile per evitare l’estinzione di una specie in pericolo, per contro gli allocchi barrati sono protetti dal Migratory Bird Act come specie autoctona. Insomma, l'intoppo giudiziario è davvero magmatico. 

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Se non verrà intrapresa nessuna azione concreta, l'allocco maculato scomparirà dalle foreste Americane. (iStock)

La scelta "giusta"

A livello emotivo, nessun amante della natura potrebbe sostenere a cuor leggero la scelta di abbattere mezzo milione  di allocchi, ma è altresì importante ricordare che il decremento dell’allocco maculato è sempre più marcato e se non si interverrà l’estinzione della specie potrebbe davvero essere ormai prossima. 

Inoltre, il numero di individui da abbattere come riportato dai giornali, ovvero quasi mezzo milione va calcolato su una scala temporale di un trentennio. Sarebbero uccisi tanti allocchi, è vero, ma nell’arco di tre decenni.

La scienza, ad oggi, sostiene chiaramente che, se amiamo i rapaci notturni, la scelta giusta è quella di intervenire in soccorso dell’allocco maculato. 

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